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STORIA

Dal belvedere del campanile che affianca il Santuario della Madonna del Rosario, a più di ottanta metri di altezza, lo sguardo spazia verso i Monti Lattari, il Vesuvio, la Costa sorrentina, il Parco archeologico e il moderno centro della città. Un tempo questa vasta area detta Campo Pompeiano, era sede di nuclei sparsi di abitazioni, sorte anche dopo l'eruzione del 79 d.C. Dopo essere stata un feudo di Luigi Caracciolo e successivamente di Ferdinando d'Aragona per diventare poi una proprietà di Alfonso Piccolomini nel 1593, per questa zona iniziò un lento, ma inesorabile degrado, culminato con il definitivo abbandono nel 1659. Lentamente e faticosamente, nel corso dei secoli, riprese a popolarsi e quando, nell'ottobre del 1872 arrivò da Napoli Image Bartolo Longo, avvocato di Latiano in provincia di Brindisi, per curare le proprietà della Contessa De Fusco, che nel 1855 sarebbe diventata sua moglie, i pochi contadini della zona vivevano in estrema povertà e con la continua minaccia delle incursioni dei briganti. Bartolo Longo si impegnò dunque, in un'opera di divulgazione della religione cristiana, radunando gli abitanti nella chiesetta del SS. Salvatore, istituendo la Confraternita del Santo Rosario e lanciando una campagna di sottoscrizione, denominata "un soldo al mese", per costruire una grande chiesa da dedicare alla Madonna del Rosario. Il 7 maggio del 1891 si ebbe la definitiva consacrazione del Santuario, progettato da Antonio Cua, al quale si affiancarono nel corso degli anni una serie di istitutzioni in grado di assistere i poveri, gli orfoni, i figli dei carcerati. In seguito alla cessione alla Santa sede di tutte le opere pompeiane il Santuario è diventato Basilica Pontificia, mentre il suo fondatore Bartolo Longo, morto il 5 ottobre del 1926 all'età di 84 anni è stato proclamato beato da Papa Govanni Paolo II nell'ottobre del 1980. A lui è dedicata la stele-monumento, scolpita da Damiano Ponzi nel 1962, che si eleva nella piazza Bartolo Longo. La mole del Santuario sovrasta il piazzale. La facciata in travertino. completata nel 1901 su progetto dell'arch. Giovanni Rispoli, che culmina con la monumentale statua della Vergine del Rosario scolpita da Gaetano Chiaromonte e ricavata da un solo blocco di marmo di Carrara, è a due ordini: l'inferiore con tre arcate comprende l'atrio, nel superiore, al centro, si apre la Loggia papale adorna di due preziose colonne in granito.

ImageIl campanile di granito grigio e marmi bianchi, realizzato nel 1925 su disegno di Aristide e Pio Leonori, al quale si accede attraverso una bella porta bronzea, è a cinque piani rastremati e raccordati da colonne. Al terzo piano spiccano quattro grandi angeli trombettieri in bronzo, mentre in una nicchia al quarto piano si erge una statua del Sacro Cuore di gesù in marmo di Carrara. Il monumento è coronato da una cupola di bronzo sormontata da una croce gemmata in rame e bronzo. Le ore vengono scandite dal suono di otto campane, mentre altre sette decorano decorano i vari finestroni del campanile. L'interno del Santuario, ricco di marmi policromi e di affreschi che rappresentano il sogno di S. Domenio e i fatti salienti della storia della Basilica, è a croce latina a tre navate, di cui quella centrale è dominata da un'imponente cupola di 57 m. d'altezza.

ImageSull'altare maggiore è custodito il quadro della Vergine del Rosario con il bambino e ai lati San Domenico e Santa Caterina da Siena. Il dipinto è racchiuso n una cornice di bronzo dorato circondata da 15 misteri del Rosario dipinti da Vincenzo Paliotti, è diventato oggetto di culto in tutto il mondo. L'otto maggio e la prima domenica di ottobre si recita la Supplica scritta dallo stesso Bartolo longo. L'origine del quadro è singolare. Fu acquistato a Napoli da un rigattiere da Padre Alberto Maria Redente del Convento di S. Domenico Maggiore che lo donò a Bartolo Longo e fu trasportato a Pompei da un carrettiere su un carro carico di letame. Dal momento in cui una giovane che si era rivolta alla Madonna fu guarita dall'epilessia, il quadro diventò oggetto della devozione popolare che lo arricchì con i propri doni in oro e pietre preziose; fino a quando, per timore che la tela si lacerasse, fu privato di tutti i beni preziosi ad eccezione dei diademi di brillanti, regalo dei fedeli, con cui l'immagine fu coronata da Paolo VI subito dopo il restauro effettuato a Roma nel 1965. Lungo i corridoi adiacenti alla Basilica, sono esposti numerosi ex voto, mentre nel museo sono custoditi oggetti avuti in dono da tutto il mondo. In una palazzina neoclassica in via Colle San Bartolomeo, poco distante dal Santuario, è situata la casa di Bartolo Longo che ospita, nelle sale al piano superiore, il Museo Vesuviano dove sono esposte le stampe che documentano le eruzioni del Vesuvio dal 1631 al 1944, campioni di minerali e rocce vulcaniche, fotografie e reperti archeologici.